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La causa del contratto

Contratto: qual è la sua funzione? Che cos’è la causa del contratto? Posso concludere un contratto oralmente?

Quest’articolo nasce con l’obiettivo di analizzare il significato di uno strumento particolarmente usato nel mondo giuridico e non, ovvero, il contratto, spiegando non solo la sua utilità ma soffermandoci anche sul suo scopo e motivi della stipulazione.

Cercherò di rispondere con un linguaggio semplice e diretto a diversi tipi di interrogativi, quali: nozione e significato di contratto? Posso concludere un contratto in forma orale? Cosa si intende per causa del contratto? Esiste una differenza tra causa e motivi? Se si, quale? Che cos’è un contatto tipico? Ci sono delle differenze con i contratti atipici? E infine dei consigli pratici che ti aiuteranno a stipulare e concludere un contratto nel migliore dei modi e soprattutto in totale sicurezza.

Se sei interessato e vuoi conoscere le risposte alle precedenti domande  non ti resta che continuare a leggere questo post.

Nozione di contratto

Per chiarire la nozione di contratto non si può certo prescindere da quanto stabilito dall’art. 1321 del codice civile, secondo cui: il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.

I contratti, dunque, si concretizzano proprio in accordi intercorrenti tra due o più soggetti che decidono di regolamentare determinati rapporti di natura patrimoniale.

Una delle caratteristiche principale del contratto ai fini della sua costituzione e validità e il così denominato, incrocio tra proposta e accettazione, ovverosia, quando si incontrano le volontà, i consensi delle relative parti.

E’ opportuno precisare che per il termine parte non si intende un singolo soggetto ma un centro di imputazione di interessi che può essere formato anche da più soggetto riuniti in un’unica parte contrattuale. Sarà necessaria almeno la presenza di due parti, in caso contrario, si tratterà di un atto di natura unilaterale.

Per mezzo del contratto le parti tendono a regolare i propri interessi dando luogo a precisi effetti giuridici. I contratti possono essere sia a titolo oneroso che a titolo gratuito. Nel primo caso, quindi, a titolo oneroso, i contratti saranno suscettibili di una valutazione economica e sarà così prevista una controprestazione tra le parti. I contratti a titolo gratuito, invece, si contrappongono conseguentemente ai contratti a titolo oneroso perché la prestazione viene posta in essere solo da un soggetto o parte contrattuale,  senza pretendere dall’altra una prestazione di tipo economica, patrimoniale o finanziaria.

Posso concludere un contratto in forma orale?

E’ opinione consolidata che il contratto per sua stessa natura, si stipuli solo tramite un atto scritto tra le parti. Ma contrariamente a quanto si creda,  un contratto potrà essere ritenuto valido anche se stipulato oralmente. Pertanto, la forma scritta non è di per sé considerata come requisito indispensabile per la validità dell’accordo.

Il legislatore consente al contrante/i di scegliere la forma da utilizzare per la realizzazione del proprio contratto, quindi anche quella verbale o tacita.

E’ normale però che la forma scritta di un contratto sarà ritenuta come una prova più forte rispetto alla prova orale che diventa, di conseguenza, più complessa da dimostrare ma non impossibile.

Solo per determinate fattispecie la legge impone alle parti la forma ab substantiam, ossia, la forma scritta a pena di nullità. A titolo esemplificativo e non esaustivo, ciò sarà richiesto per la stipulazione di un contratto di compravendita immobiliare, donazioni, contratti bancari e così via..

Che cos’è la causa del contratto?

La causa viene definita  come la funzione economico-sociale del contratto. Può essere classificata anche come la ragione pragmatica dell’accordo, l’interesse, quindi, che l’iter contrattuale è diretto a soddisfare.

Le parti interessate possono stipulare liberamente anche contratti che esulino dai tipi previsti dalla legge a condizioni che soddisfino e realizzino interessi meritevoli di tutela da parte dell’ordinamento giuridico.

La causa quale elemento essenziale del contratto, così come sancito ai sensi dell’art. 1325 del codice civile, deve essere espressamente indicata all’interno dello stesso e la sua mancanza ne comporta la nullità.  La causa si distingue a sua volta dall’oggetto, ossia, dal contenuto del contratto mentre la causa si riferisce all’interesse da soddisfare costituendo il fondamento della rilevanza giuridica del contratto. L’accordo dovrà essere parimenti giustificato da un interesse apprezzabile, considerato giuridicamente rilevante per l’ordinamento giuridico. Quando si parla di funzione del contratto si ricercherà l’interesse concretamente perseguito.

La funzione economica e sociale del contratto

Nel nostro ordinamento prevale il concetto di causa come funzione economica sociale del negozio. La causa non è quindi solo la ragione pratica per mezzo della quale le parti decidono di stipulare il contratto ma anche la ragione per la quale l’ordinamento decide di riconoscere rilevanza giuridica al contratto stesso. Tale concetto è stato inteso da una parte della nostra dottrina in termini di utilità sociale.

Cosa si intende per contratti tipici e quale la differenza con i contratti atipici?

Quali e cosa sono i contratti tipici? Per chi non ha affrontato studi di legge, la predetta espressione potrebbe generare qualche tipo di perplessità. Ma definire e capire cosa siano i contratti tipici non è nulla di cosi difficile anche per chi non ha passato anni a studiare sul codice civile. Basterà partire dal libro quarto del Codice Civile riguardante le obbligazioni e dedicato, quindi, anche ai contratti.

Vengono definiti come contratti tipici, quei contratti definiti dalla legge. Tuttavia, la differenza esistente tra contratti tipici appena delineati e contratti atipici sta nel fatto che i primi sono espressamente previsti dal Codice Civile, i secondi, sono lasciati nei limiti consentiti dalla legge, alla libera determinazione tra le parti e affinchè tali modelli siano diretti a realizzare un interesse meritevole di tutela.

I contratti che appartengono ad un tipo previsto dalla legge prendono il nome di contratti tipici o nominati, di contro, quelli creati ad hoc dalle parti in base alle loro precise esigenze contrattuali prendono il nome di contratti atipici o innominati.

A titolo esemplificato e non esaustivo si riportano una serie di esempi di contratti tipici o nominati, quali: il contratto di vendita, permuta, contratto di locazione, contratto di trasporto, mandato etc..

I contratti atipici

Possiamo tranquillamente suddividere i contratti atipici in due differenti categorie: atipici in senso stretto, quelli non regolati dalla legge, quale categoria che soddisfa a pieno l’autonomia contrattuale riconosciuta a ciascun soggetto dalla legge e atipici misti che rappresentano, invece, la concordanza tra i vari elementi di contratti tipici.

Qual è la differenza tra causa e motivi?

Esiste una differenza tra la causa e i motivi del contratto? Assolutamente si!

Quando la causa viene definita come l’insieme degli interessi che i contraenti intendo perseguire, i motivi vengono classificati come le ragioni personali e soggettive che inducono le parti a porre in essere quel determinato centro di interessi. Ad esempio, nel caso di vendita di un appartamento, la causa sarà rinvenuta nello scambio tra attribuzione traslativa e pagamento del prezzo concordato, ma il perchè Tizio decide di vendere il suo immobile? All’interno di  questa domanda ricadono i motivi, le considerazioni personali e soggettive di ciascun soggetto che potranno essere così le più varie. I motivi, infatti, potranno essere per denaro, per investimenti immobiliari maggiori e così via. Tutte ragioni che abbracciano i motivi soggettivi di ciascuna parte contrattuale.

Consigli Pratici

In quest’ultima parte dell’articolo mi piacerebbe che tu possa concludere la tua lettura leggendo un pratico consiglio o quanto meno un consiglio che ti possa aiutare nella conclusione di un eventuale o prossimo contratto.

Immaginiamo che da qui a breve, dovrai stipulare un contratto di locazione ma in realtà non sei riuscito a reperire molte informazioni sul conduttore, o meglio, quei pochi dati ottenuti anche relativamente al suo lavoro, non ti hanno convinto per niente. L’attività lavorativa in questi casi risulta alquanto fondamentale, soprattutto per pagare con regolarità il canone di locazione pattuito. Cosa fare?

Puoi richiedere in maniera molto pratica e semplice un rintraccio posto di lavoro. Ti starai, ora, chiedendo che cos’è ? e di cosa si tratta?  Il Rintraccio Posto di lavoro riporta le informazioni riguardanti le attività lavorative di un soggetto, in particolare: datore di lavoro, sede di lavoro, tipo di contratto, data di assunzione, data di scadenza (se è a tempo determinato) e  in alcuni casi una stima sullo stipendio percepito (clicca qui per richiedere il tuo documento in pochi click).

Se sei interessati a sapere anche maggiori informazioni circa il tuo futuro compratore, conduttore e/o parte contrattuale puoi decidere di ricevere comodamente online e tramite posta elettronica un Rintraccio Anagrafico (clicca qui per ottenerlo in pochi click). Il Rintraccio Anagrafico riporta le seguenti  informazioni: dati anagrafici, codice fiscale e indirizzo di residenza e/o domicilio.

Su Mondo visure, mediante la visura di Rintraccio Anagrafico, hai l’opportunità di conoscere esattamente l’attuale domicilio e/o residenza di un soggetto. La ricerca può essere effettuata su tutto il territorio nazionale.

Se sei interessato all’argomento e vuoi saperne di più richiedi una consulenza legale online, se ti è piaciuto l’articolo condividilo o se vuoi contribuire alla discussione lascia subito qui un tuo commento.

Dott.ssa  Fiorella Belcore

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